Maserà


 

Maserà

Abitanti: 5300

Chiesa Arcipretale intitolata alla Natività di S. Maria

Parroco: Fabris Talpo don Francesco (2006) - tel. 049 8860027

Religiose: Suore di S. Maria di Loreto nella scuola materna (n. 3)

Vice presidente C.p.: M. Luisa Mastellaro

 

Se nella conferma delle proprietà a S. Giustina da parte del papa Gregorio IV, il 20 giugno 830, di cui la copia più antica è del secolo XII, l'espressione "villa que vocatur Macerata integra cum servis et ancillis", è interpolazione posteriore, Maserà compare la prima volta in un atto pubblico il 2 maggio 874 nella donazione del vescovo Rorio a quel monastero e all'annesso ospizio di molti beni, tra i quali "curte una que nuncupatur Maserada cum capella que in honore beati Martini confessoris ego ipse a fundamentis aedificavi vel consecravi cum casales et omnia quantum ad ipsam certe pertinere dignoscitur".

Neanche un secolo dopo, nel febbraio del 970, il vescovo Gauslino per riattivare quel cenobio, disperso dall'invasione degli Ungari nell'899, ne confermò e ampliò gli antichi possessi, tra cui "curtem una cum domo, cultili, cum capella quae aedificata est in honore Mariae Virginis in loco ubi dicitur Macerata cum casis, massaritiis, quartis, decimis et cum omnibus rebus quae ibi pertinent". Mentre la "capella S. Martini" di cui parla la donazione di Rorio divenne la parrocchiale di Ronchi di Casalserugo, la "capella S. Mariae Virginis", costruita nel frattempo, è la parrocchiale di Maserà. Fu presto pieve: un "Jordanus archipresbiter de Maserata" fu testimone in un atto di livello del maggio 1190. La decima papale del 1297 ci fa sapere che ne dipendevano le chiese di Casalserugo, Ronchi di Casalserugo, Camurà, Cornegliana, Polverara, Carpanedo, Albignasego, Lion e S. Giorgio "de Clausuris". Allora era arciprete il prete Ansedusio, coadiuvato dai chierici Enrico e Bollomo. Non sappiamo se l'elezione dell'arciprete e dei due chierici beneficiati spettasse fin da allora ai benedettini di S. Giustina di Padova, padroni di quella corte, in forza del diritto dipatronato, che, dopo la soppressione napoleonica del monastero, il 25 aprile 1810, e l'incameramento dei loro beni, passò allo Stato.

La chiesa primitiva fu riedificata in stile romanico sul finire del XV secolo e consacrata dal vescovo Barozzi l'8 settembre 1496. Più volte restaurata e ormai insufficiente, poco più di cinque secoli e mezzo dopo, fu sostituita da una nuova chiesa in stile moderno a pianta quadrata con un solo altare, quello delle celebrazioni liturgiche, costruita lungo la strada conselvana come cuore del futuro centro abitato del paese. Benedetta la prima pietra il 16 settembre 1967, fu inaugurata il 7 settembre 1968.