Terradura

Terradura - DUE CARRARE
Abitanti: 2020
Chiesa dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine
Parroco: Don Giuseppe Cherubin (1987) tel. 049 9125215
Vice presidente C.p.: Stefano Legnaro
La chiesa di Santa Maria di Terradura - nome evidente delle condizioni del suolo - compare per la prima volta in due atti notarili: nel 1154 i canonici della cattedrale di Padova permutavano un pezzo di terra «in Sancta Maria de Terradura» con altri campi; nel 1179 i massari della chiesa di San Bartolomeo di Padova affidavano al canonico Balco un terreno «in cultura sancte Marie de Terradura». Nel 1289 Fioravante, chierico di Terradura, era testimone a un atto di riparazione da parte dei cappellani di Padova.
Nella decima papale 1297 la chiesa di Santa Maria apparteneva, unica cappella, alla pieve di San Pietro Montagnon. Alla fine del Quattrocento venne restaurata e riconsacrata dal vescovo Barozzi. Nel 1572 vi si recò in visita pastorale il vescovo Ormaneto: aveva quattro altari e il campanile in stile romanico sorgeva accanto all'edificio.
Dalla visita del 1588 si apprende che il chiericato di Terradura era stato ceduto in commenda alla Biblioteca Vaticana, che godrà del beneficio fino alla bolla papale del 5 marzo 1772. San Gregorio Barbarigo, nel 1683, trovò la chiesa in buono stato e abbastanza sufficiente alle esigenze.
Nel corso dell'Ottocento il seminario di Padova cedette l'antico oratorio di San Pelagio, demolito il 3 agosto 1876 per decreto vescovile; al suo posto sorse l'oratorio della Maternità della beata Vergine, presso il palazzo dei conti Zaborra. Nel 1886 la chiesa parrocchiale fu restaurata e per l'occasione passò dal generico titolo di "Santa Maria" alla dedica all'Immacolata Concezione. Nel 1912, in occasione della visita del vescovo Pellizzo, furono inaugurati i lavori di restauro per allungare la navata e aprire due cappelle laterali. In quell'anno la parrocchia si ampliò con l'aggiunta di Mezzavia, poi diventata parrocchia autonoma.
La scuola materna è stata ampliata di recente e sono stati costruiti nuovi spazi sportivi e ricreativi. L'occupazione principale è nel settore terziario: molti, infatti, sono coloro che lavorano in uffici a Padova, nella zona termale o in piccole aziende locali. La popolazione è multietnica con alcuni immigrati dal sud dell'Italia o dai paesi dell'est (Romania, Albania) ma anche da alcuni paesi dell'Africa.
Oltre la chiesa, piccola ma graziosa, il monumento principale resta il Castello di San Pelagio con il "Museo dell'aria", meta turistica e culturale.
Fra i vari gruppi che operano in stretta collaborazione con la parrocchia si distinguono: l'Azione Cattolica, il Gruppo Caritas e i vari gruppi di volontariato.