Carrara S.Giorgio

Carrara San Giorgio - DUE CARRARE
Abitanti 3.000
Chiesa di S. Giorgio martire
Parroco: Stecca don Vittorio - tel. 049.9115408
Cooperatore festivo: Zambon don Gaudenzio
Religiose: Figlie di Maria Ausiliatrice nella scuola materna (n. 5)
Vice presidente C.p.: Paola Ernesti Moro
Sito parrocchiale: www.sangiorgio2carrare.com
L'attuale chiesa di san Giorgio, inaugurata il 12 settembre del 1948, sorge sulle fondamenta della vecchia parrocchiale, di stile rinascimentale, costruita tra il 1753 e il 1762 e demolita proprio per far posto al nuovo edificio. Tuttavia la presenza di una chiesa dedicata a san Michele e a san Giorgio (due santi che fanno pensare ai longobardi) è menzionata in epoche diverse: un atto del 2 luglio 1194 a proposito di una lite tra Iacobino da Carrara e l'abate di santo Stefano; un atto di investitura fatta dal carrarese Ugoccione a nome dei fratelli Albertino e Marsilio il 13 maggio 1258; l'elenco della decima papale del 1297; la visita pastorale del 1449. In Chiesa c'è il corpo di San Clemente Martire. La reliquia di questo Santo è dono fatto alla Chiesa di Carrara San Giorgio da Papa Rezzonico (Clemente XIII) in seguito a domanda fatta al Pontefice dal parroco don Innocenzio Stazio, amico di detto Papa.
Carrara san Giorgio e soprattutto il suo colle, il più piccolo forse di tutti gli Euganei, possono vantarsi di essere stati culla dei Carraresi, Signori di Padova. Si conosce soltanto che verso il 910 gli Ungheresi non sazi delle prede fatte sulla terrestre Venezia e sulla Lombardia, adescati dalla forma delle ricchezze che possedevano i veneti si riversarono su di loro. I vescovi e i signorotti d'ogni paese e i paesani stessi si affrettarono ad alzare torri e castelli. Sappiamo che il cavaliere longobardo di nome Gumberdo, morto nel 966, in merito dei grandi servizi resi all'imperatore di Germania, Berengario II, fu da questi infeudato del castello di Carrara. Da questo Gumberto, primo signore di Carrara, discendono i signori di Carrara che si divisero in tre rami distinti: il primo, dei Carraresi propriamente detto, che aveva per insegna un carro rosso in campo bianco, si impose nella città e provincia di Padova.
La nascita di nuovi quartieri con l'arrivo di nuove famiglie ha ridisegnato, negli ultimi trent'anni, la fisionomia della parrocchia, stimolando l'impegno del Consiglio pastorale a cercare il modo giusto per valorizzare le nuove realtà, evitando che il territorio diventasse una periferia-dormitorio. Per questo negli anni novanta è stata recuperata una vecchia "barchessa" per accogliere giovani e famiglie nelle attività pastorali e ricreative.